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Interview (versione italiana)  (Petit Bain, Paris)  jeudi 25 février 2016

Vi avvisiamo qui siamo in terra di mala italiana, di giallo, di thrilling, di sparizioni misteriose, di poliziottesco, di inseguimenti, del fascino di Tony Arzenta interpretato da Alain Delon, delle atmosfere dei b-movies. La Bovisa e la Sicilia non sono mai stata più vicine ! Con il loro ultimo album S.P.A.C.E. ci offrono l'immaginario raro della fantascienza anni 70', dello spazio e degli effetti speciali in musica e nel visivo. La musica, le colonne sonore, e i film si fondono per un'esperienza sonora particolare. Vi presentiamo i quattro musicisti italiani che con la loro musica hanno creato un universo a parte : I Calibro 35.

S.P.A.C.E. e' stato registrato su nastro analogico, con 8 tracce a disposizione e voi tutti nella stessa stanza con i propri strumenti e amplificatori senza cuffie. Come mai questa scelta ?

Fabio : La domanda è perché non l'abbiamo fatto prima. Perché in realtà noi abbiamo sempre registrato nella stessa stanza, tutti gli strumenti insieme, e ci siamo limitati sempre a correggere solo piccole cose.

Devi essere molto concentrato mentre registri perché poi l'editing è difficile. Cambia il suono e cambia l'attitudine nel modo di suonare. Si avverte il suono differente di quest'album.

Max : E' come con la fotografia analogica. Devi preparare bene lo scatto, concentrarti. E' la stessa cosa.

Dall'horror alla fantascienza. L'immaginario dei Calibro è sempre stato legato ai b-movies degli anni 70', al poliziottesco, al giallo. Con S.P.A.C.E. siete passati per Urania, la fantascienza e lo spazio. Com'è avvenuto questo approdo ?

Fabio : Noi facciamo riferimento a un repertorio italiano e nel repertorio italiano non c'è una grande produzione di film di fantascienza. Volevamo inserire degli strumenti che non abbiamo mai utilizzato come i synth e... Luca te lo spiegherà meglio.

Luca : Il motivo per cui siamo arrivati proprio lì non te lo so dire, perché noi facciamo tanto brainstorming. Siccome ci vediamo poco, facciamo questi pranzi di gruppo, e lì vengono fuori tutte le idee. Avevamo anche altre idee, ma spiegare perché alcune idee sopravvivono e altre periscono è ignoto anche a noi stessi.

Una cosa che abbiamo sempre cercato di fare é stata rimanere fedeli a noi stessi quindi al fatto di avere un immaginario dato che facciamo musica strumentale e non abbiamo l'appiglio delle parole. Una cosa che ci piaceva fare, dato che avevamo già esplorato l'idea di fare qualcosa per un libro con Traditori di Tutti o di un film immaginario tratto da un libro, era mantenere un immaginario senza restar però legati ad un genere, ad un film preciso, ad un libro preciso.

S.P.A.C.E. è stato un modo di restare ancorati a quell'immaginario ma con le briglie più sciolte. Infatti molti pezzi sono venuti fuori in studio da delle jam e allo stesso tempo ognuno di noi aveva qualcosa e il fatto di avere una tematica ti permette di collegare tra loro cose che musicalmente sono molto diverse. Quest'album è da un lato molto vario dall'altro ha una propria organicità, laddove può sembrare strano l'accostamento tra un genere e l'altro c'è la tematica ad unire le cose.

Parlateci del vostro processo di composizione. Come nascono i pezzi dei Calibro 35 ?

Massimo : Nascono da processi diversi. A volte abbiamo cose registrate dai soundcheck che poi sviluppiamo, altre volte arriviamo con pezzi già scritti, ben pensati, da realizzare soltanto, o sviluppiamo idee lì al momento. E il fatto di programmare la fase di scrittura ci permette di avere più tempo per sviluppare cose al momento che poi sono le cose più belle.

Enrico : Posso essere più preciso. Max fa i provini a casa e arriva praticamente con i pezzi pronti, noi ci limitiamo a suonarli. Fra l'altro i suoi provini sono eccezionali !

Max : Un giorno magari li pubblico !

Enrico : Luca arriva con pezzi concepiti dall'inzio alla fine ma in maniera assolutamente speculativa. Dice ad ognuno cosa fare, ne parla a voce. Io e Fabio siamo più freakkettoni, nel senso quelli con meno puntualità nella composizione. Freak in questo senso perché voleva dire una cosa tremenda in un certo periodo...

E poi ci sono pezzi tipo A Future We Never Lived che sono nati dal check. Mentre Carlo Zolo che é qui presente, ci cura i suoni da fuori, noi registriamo in quei brandelli di tempo. E vengono fuori pezzi a cui sono particolarmente legato.

Fabio : Anche il pezzo Ogni riferimento... è nato così, durante un check in studio, dal check della batteria.

Enrico : Poi c'è un quinto membro che é Tommaso Colliva...

Fabio : E' la nostra voce ma é partito ! (ride)

Enrico : Ci ha detto io farei un pezzo che fa così (canticchia il motivetto).

Max : Ci ha fatto sentire la registrazione dal suo cellulare di lui canticchiava il riff. Nonostante abbia studiato musica non sapeva come proporci questo pezzo... E' un pezzo che ha avuto una vita difficile, é diventato un b-side, dal vivo a volte la facciamo...

Nel 2013 avete portato in giro per l' Italia il vostro spettacolo / concerto "Indagine sul cinema italiano del brivido". Com'è nato questo progetto ?

Fabio : Ci avevano chiesto di fare un tributo a Morricone.

Enrico : Si, il Teatro Dal Verme.

Fabio : Enrico ci lavorò molto, e decidemmo di chiamarlo così perché voleva essere un'indagine dall'horror al thrilling.

Enrico : Non è un mondo musicale con un suono ben preciso. Il thrilling, per chi non lo sapesse, è un genere di cinema nato tra il 71 e il 74, che anticipa il thriller e l'horror splatter. Bava è stato uno dei primi forse a fare slash movie, aveva fatto Reazione a catena e Dario Argento Profondo Rosso. Nel periodo precedente, in cui c'era già Rambaldi agli effetti speciali (Carlo Rambaldi é stato il primo autore di effetti speciali cinematografici) le scene di violenza non erano improntate sul sangue, erano improntate sul marcio, con tematiche strane, minorenni vittime. In particolare Cos'avete fatto a Solange? con una fotografia molto bella di...mi fermo qui se no andrei avanti per ore.

Il thrilling mischiato all'horror non produce un genere musicale predefinito, prende dal funk, all'orchestrazione, ai brani più rudi quindi per realizzare questo progetto abbiamo dovuto ampliare l'organico , noi quattro , due archi, due fiati, percussioni, theremin e voci, e alcuni brani rari cantati.

Massimo : E' stato molto difficile portarlo in giro, si è davvero in tanti e quindi servono molti presupposti per una buona riuscita. Abbiamo fatto circa dieci date in tutto.

Venite tutti da altre esperienze (Afterhours, Mariposa, Zeus), quando si sono formati i Calibro 35 avete attinto in parte a del materiale che già avevate o avete lavorato ex novo a questo progetto ?

Fabio : Negli anni d'oro delle colonne sonore italiane hanno iniziato tutti come noi : musicisti con estrazioni diverse, e meno trasversali senza l'aiuto internet, che si univano. Ed è quello che ha fatto Tommaso con noi.

Noi ascoltiamo tutte cose diverse, ma ormai i generi sono stati un po' abbattuti... E si, senza dubbio ognuno di noi ha portato delle cose diverse.

Luca : Noi abbiamo scoperto alcune cose con i Calibro 35. Forse se fossimo stati tutti fan delle stesse cose non avrebbe funzionato così bene.

Enrico : Alla fine degli anni 90' ci fu un grosso revival della lounge legato al circuito del Link di Bologna che è un posto non esiste più. C'erano i Sam Paglia, i Montefiori Cocktail... Ci siamo resi conto che ci sono stati molti gruppi che hanno fatto lounge e poi si sono occupati di poliziottesco, di tematiche che anche noi abbiamo toccato. Però loro sono rimasti molto più legati al fascino dell'accessorio, alla filologia, al lavoretto da appassionato nerd. Noi non siamo legati a quest'estetica, facciamo anche altro. Ed è questo un nostro punto di forza.

Ad esempio, a nostra insaputa, in occasione di un nostro live a Foligno ci siamo addirittura ritrovati con delle auto dell'epoca fuori il locale prese apposta dal proprietario.

Avete composto anche delle colonne sonore (per il film Said, (Tannen Records Vinyl – 12", 2013) ; per il film Sogni di Gloria (Tannen Records, 2014) ; e le sigle di Radio 1 e GR1, 2014). Avete un approccio differente nella composizione di un pezzo e di una colonna sonora ?

Max : La colonna sonora é uno strumento registico, di narrazione, fa parte del film. Scrivi la colonna insieme al regista, quindi diventa parte della sceneggiatura. Fabio in questo momento sta preparando una colonne sonora su una serie di Guzzanti che si chiama "Dov'è Mario" in cui gli è stato chiesto di lavorare soltanto con la batteria...

Fabio : Con la colonna sonora, l'aspetto artistico, il tuo ego e la vanità li metti in secondo piano. Sei in mezzo a mille opinioni e a mille linguaggi diversi.

Max : Uno dei complimenti più belli che fanno ai Calibro è "Voi fate canzoni suonate". Vuol dire che stanno in piedi da sole e riescono anche a passare in radio. Mi fa riflettere il fatto che abbiamo gli stessi numeri di un cantautore medio italiano indipendente, ed é abbastanza strano per un gruppo strumentale.

Quello che noi facciamo si rifa alle colonne sonore ma sta in piedi da solo, ed è anche qualcosa di divertente da suonare, qualcosa che richiami dei temi previsti in precedenza. Prepariamo dei temi e siamo molto analitici nell'aggiunta dei vari strumenti durante la composizione. Tutto questo deve avere una grossa fruibilità, così non solo gli appassionati e chi ascolta colonne sonore ma anche un passante medio possa essere colpito da un riff.

A noi spesso fa sorridere che su pezzi come ad esempio Giulia Mon Amour intonino cori da stadio. Ad uno dei nostri primi concerti, ad esempio, sono stato felicissimo di sentire i cori su La Mala Ordina. Significa che abbiamo fatto un piccolo salto anche nel giro dei non appassionati.

In questo disco abbiamo provato un po' di più a fare quello che c'è nelle colonne sonore, come i cambi di scena musicali. Ad esempio in Universe of 10 Dimensions, trovi due mood iniziali molto morbidi e poi il pezzo cambia completamente e ritorna indietro, proprio come quando rivedi la scena di un film.

Quali sono i vostri ascolti attuali ?

Fabio : Io sto ascoltando i Taxiwars , il progetto di Tom Barman degli Deus, un mix tra indie e jazz, l'ultimo dei Tortoise (The Catastrophist, Thrill Jockey Records, ndr) e un disco di Dj Shadow.

Max : A me è ripresa la malattia per Carosone. E poi mi piace molto un gruppo che si chiama Wulfpeck, fanno funk, sembrano la band di Stevie Wonder, fanno spesso guest con dei cantanti quindi ci sono anche pezzi cantati.

Luca : Io sto ascoltando qualcosa che di solito non è nelle mie corde, un duo sotto SubPop, le EarthEE, il disco si chiama TheeSatisfaction, una sorta di r'n'b psichedelico . E poi ascolto i grandi classici. Ho riscoperto una band svizzera degli anni 90' , gli Alboth che mi hanno fatto pensare agli Zu, band che mi piace particolarmente . Poi sto ascoltando spesso Willpower, il secondo dei Today is the Day .

Enrico : Io ho problemi di dipendenza con Radio 3. Sono vittima dei loro programmi . Ci sono dei programmi di Radio 3, come Sei Gradi, Battiti, Alza il Volume che ascolto ossessivamente.

Grazie mille della vostra disponibilità.

Calibro 35 : Grazie a te !

 

A lire aussi sur Froggy's Delight :

La chronique de l'album S.P.A.C.E. de Calibro 35
L'interview de Calibro 35 (jeudi 25 février 2016)

En savoir plus :
Le site officiel de Calibro 35
Le Bandcamp de Calibro 35
Le Soundcloud de Calibro 35
Le Facebook de Calibro 35

Crédits photos : Thomy Keat (Toute la série sur Taste of Indie)


Paola Simeone         
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